Secret Tape – Archive 1

Esiste l'hi-tech, le batterie a litio, gli orologi digitali, gli schermi ultrapiatti come sottilette, il telecomando universale in grado di comandarti anche il water a distanza, l'mp3 che occupa meno spazio di un paio di cuffiette, ed esistono le cuffiette per l'ipod, ed esiste l'ipod. Da tutt'altra parte esistono le Ray Ban a goccia, la polaroid, l'essere di moda essendo fuori moda, i suoni ovattati, il vibrato inconfondibile di una Fender d'antiquariato ed esiste l'audio cassetta. Se amate la prima categoria prego dirigersi subito su un'altra pagina. Se vi sentite vintage in ogni vostro pensiero avete trovato dei "pazzi" con cui condividere il vostro modo d'essere. Loro si chiamano The Secret Tape.

Non si può rischiare di cadere in errore: basta vedere il front del CD con stampato ben visibile il nastro di una cassetta old-style, i testi per lo più riproposti con il font tipico di una macchina da scrivere ed un bel giradischi nella stanza dei quattro giovani ragazzi. E la musica non potrebbe essere da meno: i rimandi a Pavement, The Smiths e compagnia sono troppo diretti, a meno di una elvisiana anche se più moderna (ho detto moderna?!?!) "Trends" pregna di un fantastico sapore blues; l'anima potrebbe risultare oggi profondamente alternative, nel vero senso alternativo del termine, ma i The Secret Tape riescono ad entrare in diretta concorrenza con gran parte delle band indie rock nostalgiche dei nostri giorni (ascoltare "Murkey Murder" per credere) e lo fanno davvero bene.
Il loro concept è assolutamente magnifico, una forma di marketing che da sola arruola legioni di adepti appassionati della musica di allora, ma ciò non basta, servono i contenuti. La tecnica c'è, i pezzi sono piacevoli (soprattutto se immaginati in un contesto live) ma si vive questo "Archive 1" come nell'attesa di elementi differenti che caratterizzino i quattro rispetto ad altri cento, mille gruppi. Eppure le capacità ci sono tutte, probabilmente è solo questione di maturità (come esordio è davvero pregevole) o forse è colpa nostra che premiamo la personalità all'esecuzione, preferendo band in grado di aggiungere qualcosa alla propria scena di appartenenza rispetto a dinosauri inestinguibili.

Resta il fatto che si tratta di una band assolutamente da vedere dal vivo e da assaporare nelle sfumature sonore volutamente grezze nella riproduzione ma nobili nel gusto, una band dal cui futuro ci si aspetta tanto.