Secret, The – Solve et Coagula

Trieste è una città fredda, offesa dalla Bora che la rende più tri(e)ste. Ma i The Secret, formati nel 2003, sono invece caldi e protetti dall’imponente Southern Lord, gente che di certo non si scomoda facilmente per una band italiana.
Arrivati al terzo disco i triestini non perdono un solo grammo del loro potenziale esplosivo, macinando riff angolari a go go.
I pattern ossessivi delle pelli ti riducono il cervello in una poltiglia fritta, come in Strange Days di Kathryn Bigelow.

Tutto questo, tradotto in generi, suonerebbe come un mix fra grind/cust/metal, sparato a velocità sostenuta da un’arma automatica che mai s’inceppa (Where It Ends).
L’opener Cross Builder è una sferzata d’odio puro che nasce dalla disillusione di questo particolare periodo storico, dove religione, fede e stato rappresentano il decadimento della società, ormai inersorabilmente proiettata verso l’autodistruzione (Pleasure In Self Distruction).

Ogni brano è vicino alla massa critica, la sezione ritmica frantuma tutto ciò che trova davanti al suo cammino.
Il canto, in realtà un rantolo belluino sepolto nel missaggio, si fa portavoce di un disagio allucinante, mentre i riff richiamano atmosfere hard-core, legate a chiurgici interventi metal.
Le armi dei The Secret sono cariche di munizioni al fosforo bianco quando il songwriting si sedimenta su parti più dilatate (Eve Of The Last Day), di proiettili all’uranio, sublimati nell’impatto, quando la band propende per passaggi parossitici (War Desire).
Chiude il tutto la feroce 1968, stendardo della nobile attitudine no compromise di questa band.

Ottima uscita, da avere assolutamente!