Selton – S/T

Dopo l'esordio “brasiliano” del 2008, con Banana à Milanesa, i Selton (Daniel Plentz, Eduardo Stein Dechtiar, Ramiro Levy e Ricardo Fischmann) danno alle stampe il loro secondo eccentrico album. Il quartetto di Porto Alegre nato a Barcellona, ma di stanza a Milano, se nel disco d'esordio aveva rivisitato in portoghese brani del repertorio d'avanspettacolo di Jannacci, Cocchi e Renato, con la nuova bizzarria acustica si cimenta con testi dai contenuti nonsense e cantati in italiano, conservando le tonalità del vernacolo portoghese. Selton è un album ironico che mescola sonorità marcatamente pop-beat a un sound anni Cinquanta/Sessanta. Registrato da Tommaso Colliva e Massimo Martellotta (Calibro 35) e con la collaborazione di Dente, per l'adattamento dei testi in italiano, il disco è caratterizzato da una particolare stravaganza ritmica e testuale.

I pezzi si rivelano orecchiabili, intarsiati di coretti e atmosfere da balera litoranea (Passera, Anima Leggera, Be Water) e climi da vaudeville (Tutto in una notte). È una certa dose di follia surreale a muovere Testa Quadrata, accompagnata dal clarinetto di Enrico Gabrielli e dal violino di Rodrigo D'Erasmo, e Io voglio cambiare, mentre un blues sghembo aziona le note de Il Segreto di Pedro.

La band propone in definitiva tredici canzoncine semplici, dagli arrangiamenti un po' scarni, per un album scanzonato nazional-tropicale da sagra paesana d'oltreoceano.