Serpenti – Sottoterra

Serpenti – Sottoterra

Bastano 30 secondi per rimanere colpiti da “Libellula”, prima delle dieci tracce che danno vita a “Sottoterra”, l’album d’esordio dei Serpenti. Mezzo minuto dove il duo electro-pop (composto dal multistrumentista Luca Serpenti e dalla vocalist Gianclaudia “Clou” Franchini, entrambi ex Ultraviolet) cala subito gli assi a disposizione: chitarra orecchiabile; base dance dal gusto retrò anni ’80, ottima per un dancefloor alla moda; voce fresca e sensuale quanto basta.

Carte vincenti che ottengono punti preziosi anche nelle successive “Baciami”, “Diversa da me” e “Sinuoso vortice”. Tutti singoli molto ben confezionati, splendidamente radiofonici, estivi. Il loro risvolto negativo sta nel fatto che ascoltati così, quasi uno in fila all’altro, restituiscono una sensazione di montotonia, di continuum buono sì per ballare, ma decisamente meno per un ascolto fine a sé stesso.

Cosicché, per default, risultano maggiormenti apprezzabili i brani dove i Serpenti si allontanano dalle loro maniere, come nella splendida “Se lascio perdo” dove, su un adamaneto meno convulsivo, la voce della Franchini trova il suo giusto spazio in primo piano. Del resto anche la conclusiva “Da sola” porta in dono un bell’esempio di musica pop fatta con dovizia, semplice, ma efficace e senza quelle ridondanze che ne snaturerebbero l’essenza creativa.

“Sottoterra”, dovendolo giudicare per intero, non convince in pieno, ma va anche detto che le tracce prese singolarmente hanno la loro valenza e la loro giusta collocazione nell’attuale scena dance-pop.