Shinin’ Shade – Shinin’ Shade

La sperimentazione non ha mai fine. E paradossalmente non sempre guarda avanti, piuttosto si impasta con il passato, perchè è proprio decenni addietro che artisti (troppo) all'avanguardia sono riusciti a produrre idee ancora fertili nel terzo (o quarto) millennio. La giovane band dal nome Shinin' Shade lo sa bene e cerca di sperimentare senza innovare. Lo fa puntando tutto sulla classe: nessuna architettura di ritmi, nessuna accozzaglia di suoni, psichedelia allo stato puro, elegante, strumentale, rivestita da un velo immancabile di rock.

È così che nasce l'esordio omonimo su piccola scala della band (solo 4 tracce ma che oltrepassano i 40 minuti), un bundle di sonorità da riff diversi, tranquilli e pacati, che però riescono a portarci in un'altra dimensione. Si va dal doom dell'opener "Means Finding Sunterra?" all'ovvio richiamo floydiano di "Sleepless/Vetronite" che transla abilmente da un blues accennato ad un rock pesante e claustrofobico. Black Sabbath? Baroness? Ci sono tutti.

Non si direbbe da come si presentano i quattro musicisti (ma l'aspetto estetico ancora conta?!) eppure con loro il viaggio non può avere fretta, è garantita la cura dei minimi dettagli. Ed il risultato? Davvero interessante. I brani si distendono senza annacquamenti ma sempre sorprendendo l'ascoltatore che è in trance già dai primi minuti dell'ep. L'eccesso esuberante giunge con la quarta traccia che da sola supera i 22 minuti, un volo pindarico verso l'oltretomba passando per gli anni '70 e tornando senza fretta al presente.
Un sound che manca nel nostro paese e che potenzialmente rende ancor più nella resa live. Una band che in futuro potrebbe offrire ottimi spunti soprattutto su lavori più complessi ed articolati di un ep.