Sinestesia – The Day after Flower

Sinestesia – The Day after Flower

Fenomeno sensoriale che indica una contaminazione dei sensi nella percezione. Fin dal nome della band, si evince la qualità e la particolarità del sound di cui andremo a godere tuffandoci nell’ascolto di “The day after Flower”. Prodotta da Franz Di Cioccio (PFM) la formazione italiana stupisce critica e pubblico con un secondo disco più che convincente.

Le versatili corde vocali di Ricky De Vito sovrastano elegantemente (la sua è una timbrica che viaggia alta, sicura e compatta) un Progressive Metal decisamente dinamico e coinvolgente. Fin dalle primissime note di Hero (traccia che apre alla grande il disco) si intuisce che la band fa sul serio. Il suono risulta aggressivo e a tratti devastante anche se il punto di forza del lotto sta proprio nel fatto che i musicisti non perdano mai di vista la vera essenza del Progressive: l’eleganza e l’imprevedibilità (davvero avvolgente il risultato delle digressioni alle tastiere di Alberto Bravin, bravo in alcuni episodi a rispolverare il vecchio e tanto amato Mellotron).

Fa piacere vedere accostato il nome di un gruppo italiano ai più importanti mostri sacri del panorama Progressive (presente o passato non importa granché); ecco dunque che il soave pianoforte di The Birth, The Death, Trance By The River ci riporta alla mente alcune soluzioni adottate dai vecchi Symphonyx (il pezzo viaggia deciso verso lidi tanto indistinti quanto agognati e ricercati). Il tutto sfocia in mille e più idee, che rapiscono l’ascoltatore, ingabbiandolo piacevolmente tra un Hard Rock graffiante e un aggraziato spazio siderale.

Buona la seconda dunque. Il disco è da ascoltare con attenzione più d’una volta, scoprendone ogni volta un qualità diversa. Consigliato.