Six Organs of Admittance – Luminous Night

Six Organs of Admittance – Luminous Night

Si sa, ad avere in mano un album dei Six Organs of Admittance, ci si ritrova a scavare. Nella sabbia, nella terra, nell’antica polvere di luoghi lontani, ma non per questo dimenticati dal sole.
E, si sa, ad ascoltare le atmosfere create da Ben Chasny, ci si ritrova con la sabbia tagliente sul viso, a lottare contro il vento e a guardare l’alba spuntare all’orizzonte.

Folgorato da una ‘notte luminosa’, il chitarrista americano giunge a questo album privo di grandi novità ma anzi deciso a continuare la strada intrapresa in album come The Sun Awakens o Shelter From The Ash. E così, ci si ritrova ad ascoltare melodie ancestrali e malinconiche tipiche della sua arte, divise in otto tracce che scivolano via proprio come sabbia sulla pelle.

Tanto è lasciato alla parte strumentale: la voce di Ben, infatti, è quasi un accompagnamento delle sue sperimentazioni psichedeliche. Quasi una voce fuori campo che, narratrice, ci guida attraverso la nebbia e ci scherma gli occhi davanti alla luce del sole accecante.

Ogni traccia ha vita propria, eppure è difficile descriverle singolarmente, quasi fossero i diversi atti di un’unica narrazione che porta fino in fondo. Al termine, la sensazione sarà quella di avere ancora la polvere fra le mani e la consapevolezza che Ben Chasny, seppur peccando stavolta in originalità, sia un vero poeta e un artista capace non solo di far ascoltare ma anche di far vivere avventure.
Questa notte, faremo un breve sogno color sabbia.