Slon – Antenne

Slon – Antenne

Gli austriaci Slon – bella formazione a quattro con doppia chitarra, basso e batteria – non hanno nessuna voglia di rendere omaggio ai loro antenati dediti al walzer e ai cerimoniali da salotto, e consegnano alle stampe un primo lavoro sulla lunga distanza a base di distorsioni tendenti all’hardcore inframmezzate da post rock.

“Antenne” colpisce per intuito e immediatezza, grazie a una rosa di sette pezzi strumentali che in poco più di mezz’ora delineano un’attinenza stilistica decisamente già ben formata e personale, questo grazie soprattutto all’esperienza acquisita dai ragazzi negli altri progetti dove sono coinvolti, come Tupolev, Port-Royal, Primordial Undermind e Werner Kitzmueller. Potenza sì, per via degli slanci chitarristici di Andrei Jafarau e Bernhard Baumann, ma anche melodie che spezzano opportunamente un andamento altrimenti troppo monocorde e privo di senso. Gli Slon lasciano a desiderare sotto il profilo della fantasia, del colore, ma di certo non gli si può rimproverare la mancanza di positiva testardaggine e capacità di tenere alta la tensione emotiva.

“Antenne” potrebbe rappresentare per i viennesi la carta giusta per raggiungere un pubblico più eterogeneo e uscire dal ristretto bacino d’utenza (Germania, Austria, Repubblica Ceca) con il quale si sono finora confrontati, per riuscirci però bisognerà mostrare un pizzico di intraprendenza in più.