Sonny Red – Extent of Soul

Sonny Red – Extent of Soul

Premessa: ammetto con umiltà di non essere assolutamente un fan del dilagante Metalcore di cui si fa indigestione oggigiorno sugli scaffali, nelle riviste e nelle televisioni e radio musicali filo metal.
E’ “ragionevole”, per chi scrive, considerarlo un genere più o meno fine a se stesso, un ibrido scalciante del metal più melodico e dell’hardcore più sguiaiato che non può che risolversi in un pappone avvilente di urlacci su melodie scontate che tentano di accalappiarsi grossolane capacità auditive. Per non parlare delle unghiette nere e l’abuso di matita sulle palpebre…

Sfogo avvenuto ci si può avvicinare con più lucidità a questo dischetto intitolato “Extent of Soul”, titolo scelto dai francesi Sonny Red per lanciare il loro primo album sulla scena.
Al cospetto del libretto compare chiarissimo il primo segno positivo: nessuna foto che ritrae baldi giovani alle prese con trucchi, magliettine attillate a strisce e gel per capelli e nemmeno improbabili schizzi di sangue a condire i testi.
Bene, bene.

Play, dunque e…il disco va…eccome se va. Sarà anche metalcore, ma arricchito di talmente tanti spunti death metal e progressive da riuscire a coprire la pochezza di fondo(soprattutto nelle timbriche vocali e nelle loro linee melodiche)con soluzioni brillanti e una produzione sonora veramente all’altezza di grandi nomi. L’andamento principale delle canzoni non è entusiasmante ma arrivano sovente stravolgimenti ritmici che donano grosso respiro “groovico” a tutto il contesto, appena prima che il tutto naufraghi nel consueto melenso ritornello radio-(caco)fonico. Un grosso plauso va infatti a tutta la sezione ritmica autrice di progressioni vivide e ben strutturate che convincono fin dal primo ascolto, il quale, nonostante tutti i pregiudizi iniziali, non si è rivelato poi tanto forzato.