Sorrenti, Jenny – Burattina

Jenny Sorrenti – Burattina

“Andare. Viaggiare. Cercare.
Aprire gli occhi con il cuore.
Sentire. Capire. Ricostruire.
E accorgersi d'una vita che va stretta perché vanno dette le cose importanti.
E la verità, nella gioia e nel dolore.
Totò esprimeva le cose importanti con la sua maschera.
Noi possiamo essere burattini nelle mani di qualcuno oppure scegliere”.

Jenny Sorrenti

La cantautrice Jenny Sorrenti si muove da sempre lungo un percorso etnico variegato. Il suo pellegrinaggio folcloristico ha inizio nel 2001 con Medieval Zone per poi procedere con Come è grande enfermidade.
La sua delicata voce si spinge con potenza attraverso sonorità popolari toccando l'Africa, il Mediterraneo, il Nord Europa e Napoli. I suoi testi auspicano la comunione tra i popoli, in un Peace & Love più contemporaneo e gitano.

Burattina è il suo quinto album. In questa impresa è accompagnata dall' Orchestrina Malombra (Marcello Vento, autore insieme a lei di tutte le musiche, alla batteria e percussioni; Piero Viti, alla chitarra, oud e mandola; Vincenzo Zenobio alla fisarmonica e ciarmella; Vittorio Pepe al basso).

Il viaggio di Burattina parte con 'A Stessa Terra cantata in egiziano e napoletano; un immaginario gemellaggio tra Napoli e il Cairo. È la volta di Ali in Attesa, nata durante i concerti dal vivo, e dell'enfasi bandistica di Burattina. Poi c'è il napoletano di Maronna Mia e il duetto con Enzo Grananiello di Nessuno è più forte di chi non ha più nulla da perdere; una fusione di voci, un incontro tra Mediterraneo ed Europa del Nord. La sola voce della Sorrenti e le note di un piano producono il canto degli incompresi della società, Fragili. È, invece, il beguine di matrice africana a trasportare Stella Luntana. Il ritorno alla musica celtica si assapora in Bachgen bach o dincer, canzone ispirata da una filastrocca olandese. A chiudere l'album Ricostruire.

Burattina è il canto della terra che vuole soltanto la Pace.