Soundstrike – Machiavelli's Art

Soundstrike – Machiavelli's Art (promo)

Che questo primo lavoro dei Soundstrike sia permeato da un forte critica verso la società (soprattutto verso coloro che la società dovrebbero guidarla) appare chiaro già dal titolo, per cui viene addirittura scomodata la figura di Machiavelli: a fare da trait d’union per i testi di canzoni è l’idea che “Il fine giustifica i mezzi” (in realtà Machiavelli non si è nemmeno mai sognato di pronunciare questa frase, ma tant’è…questa è un’altra storia), linea guida che secondo i Soundstike i politici moderni hanno bene impressa in mente.

Che questo primo lavoro dei Sounstrike sia fortemente debitore del nu-metal e che Machiavelli’s Art sia ascrivibile al genere crossover appare chiaro già dalla prima nota; le caratteristiche del genere sono tutte presenti, dalle chitarre ribassate alla voce di stampo rap. Anche se questo è un filone del metal di cui sono stati già abbondantemente incisi gli epitaffi, i Soundstrike riescono ad esprimere le proprie idee se non in maniera originale, almeno in modo efficace, risultando comunque freschi e coinvolgenti. Dalle cinque tracce che compongono il promo (tutte di breve durata, secondo i canoni del genere) spicca “Joy bearer”, soprattutto nel break più cadenzato che poi si apre in una sorta di coro che lascia decisamente il segno.

Certo, è un po’ poco per giudicare in maniera definitiva questo Machiavelli’s Art (permangono i dubbi su possibili cali di tensione sulla “lunga distanza”), ma non vedo il motivo di abbandonarsi al pessimismo: il nu-metal non è di certo alfiere dell’originalità, ma, al debutto, i Soundstrike convincono con canzoni focalizzate e coinvolgenti, grazie anche allo sfoggio di armi sempre affilate come l’impegno sociale e l’acume dei testi.