Spera, Carlo – Electric Sky

Spera, Carlo – Electric Sky

Il cantante e multistrumentista Carlo Porrà mette in gioco la sua ampia preparazione tecnica nel progetto denominato Carlo Spera. Alla base dei suoi lavori c’è una visione aperta a 360° che gli permette, senza batter ciglio, di plasmare la sua musica partendo dai suoni elettronici, passando per l’immediatezza del pop, fino ad arrivare alle aperture formali del jazz.

Due album finora all’attivo, entrambi realizzati con il trombettista Mario Massa. Il primo, “Sto correndo” datato 2004 dove fa bella mostra anche la chitarra di Maurizio Marzo, si rivela un lavoro sperimentale, con la voce di Carlo, spesso filtrata e manipolata, messa al centro di una costruzione sonora frammentaria, dove vanno a incastrarsi gli inserti davisiani di Massa e una serie di soluzioni elettroniche che non entusiasmano, né coinvolgono.

L’ultimo, dal titolo “Electric Sky Music”, mostra una crescita sia sotto il profilo della consistenza che dell’impostazione delle idee, rivelandosi un disco piacevole, curioso, a tratti godibile. La scelta dei suoni è più mirata – molto belle, ad esempio, le figure di pianoforte che ogni tanto fanno la loro comparsa -, la tromba di Massa svolge un ruolo di rilievo e la chiave di lettura completamente strumentale (solo “Solstice” vede l’intervento vocale di Enrico Cabras) si rivela vincente. Carlo si conferma un amante della musica totale: ottime le atmosfere jazzy che sviluppa in “Red Sky”; curioso l’ancheggiare sexy di “On the Grass”; quasi ballabile l’electro futurista di “Swinging Blades”. “Electric Sky Music” vive in undici brani che scorrono piacevolmente, capaci di farci immaginare scenari desertici (“Opium”) e anche di intravedere paradisi rigogliosi (“Bird of Passage”).

Quella di Carlo Spera è un’avventura coraggiosa, di difficile collocazione, ma in pieno sviluppo, quindi vale la pena appuntarsi questo nome in attesa dei nuovi episodi che saranno, probabilmente, quelli decisivi.