Spread – C’è Tutto il Tempo per Dormire Sotto Terra

Splatter, pulp. Questo è l'inizio di "C'è tutto il tempo per dormire sotto terra" con la cover di "Finchè la barca va" di Orietta Berti: un ritmo cadenzato ed uno humor alla Rage Against The Machine che ben presto di tramuta in uno sfogo alla System Of A Down. È un incubo? Stiamo sognando? È una domanda plausibile ma stavolta non basta il classico pizzicotto per capire se siamo tra le braccia di Morfeo o se ormai abbiamo inghiottito la pillola rossa e nessuno ci potrà riportare più indietro. Forse lo slogan "Merry Christmas and Happy New FEAR" è azzeccato per capire le intenzioni della band ma ecco che entra l'ennesimo passaggio che ci spiazza: la strumentale "Charlie" fatta di rumori ed arrangiamenti che sembrano uscire dalla chitarra di Omar Rodríguez-López e da un film di Dario Argento.

Teatrale più che cinematografico, sperimentale più che alternativo, anticonvenzionale più che strano, pazzo più che coraggioso, saggio più che tecnico: in altri termini artistico più che semplicemente musicale. Dimenticate gli amanti dell'estremo, degli eccezzi, quelli per cui la velocità è il primo ingrediente da mettere in musica. Qui tutto è a rilento, doom, come se prendesse il giusto peso e desse la possibilità a tutti di riflettere, di "sentire" la musica. Una colonna sonora dark, un film horror che tiene sempre l'ascoltatore sul filo del rasoio perchè è la sua attenzione che esige. No perditempo.

È con "Urina" che la band tocca il suo apice: sembra di assistere ad una convulsione calcolata dei Dillinger Escape Plan, emotiva e pacatamente fuori controllo. Senza nulla togliere alla parentesi orchestrale di "Castello di poppi". L'incubo continua. Gli effetti sono solo un contorno perchè è la trama quella che conta, tanto che ogni traccia potrebbe descrivere una scena di un film diverso e ben alimenta l'immaginario tanto che forse un contenuto video sminuirebbe il valore del singolo brano mentre i testi in italiano ne rafforzano la caratterizzazione.
Ah dimenticavo. Loro si chiamano Spread. Teneteli d'occhio.