Springsteen, Bruce – We Shall Overcome

Springsteen, Bruce – We Shall Overcome

La tradizione torna in scena. “We Shall Overcome” è il quattordicesimo album in studio di Bruce Springsteen. Non è propriamente giusto parlare di cover perché solo due delle quindici tracce, My Oklahoma Home e la stessa We Shall Overcome portano la firma di un autore riconosciuto; tutte le altre sono a tutti gli effetti di dominio pubblico e provengono dalla tradizione popolare anglosassone. John Henry, con oltre duecento interpretazioni differenti, è la più celebre e diffusa.
Le sessioni di questo disco si rivelano scanzonate ed informali, votate al repertorio di Pete Seeger e alla sua figura storica. Il messaggio prima di tutto era l’imperativo dei tradizionalisti del Folk e sembra averlo capito anche il Boss che in questo disco attutisce il rombo della batteria e abbassa il volume degli amplificatori. Si ascoltano le curve sinuose di un Hammond B3 che è lo stesso Springsteen a suonare. Il grosso tuttavia è fatto dagli strumenti folk classici: Banjo, Fiddle, Fisarmonica, Contrabbasso, Spazzole, Fiati e Washboard.
I microfoni e i registratori catturano un’esecuzione scoppientante e caotica di un gruppo di musicisti reclutati tra i vicini di casa del Boss del New Yersey. È questa la vera anima del disco: lo spirito di comunione e di divertimento che comunica. Springsteen da parte sua canta senza accortezze tecniche né increspature di significato. Tanto Hillbilly, Gospel, Ragtime e Country per un disco fresco e frizzante che si pone in antitesi alla cosidetta musica pop odierna.