St Vincent – Marry Me

St Vincent – Marry Me

Ci sono album in grado di farti entrare in un’altra dimensione, di guidarti in un mondo nuovo, mai visto e che ti estranea del tutto, corpo e mente. Marry Me non è uno di questi. Marry me ti fa conoscere infiniti mondi, uno dopo l’altro, uno dentro l’altro, uno più stupendo dell’altro. E te li fa trovare nella concretezza di tutti i giorni.

Dietro questa magia non si nasconde chissà quale stregone, ma una ragazza di 25 anni dal nome Annie Clark, dall’Illinois. Primo album per lei ma, ascoltandola, non ci si stupisce che artisti come Polyphonic Spree e Sufjan Stevens l’abbiano voluta con loro per progetti precedenti. Annie è infatti una polistrumentista e nelle sue canzoni riversa tutto il suo eclettico talento.

Si parte con Now, now, ed ecco che al risveglio nella nostra camera sbucano alberi e folletti a far da coro alla nostra noiosa giornata. Prima camminano, poi cantano, saltano e noi, alla fine, non possiamo fare a meno di unirci a loro, nel baccano musicale di una festa fiabesca.

St. Vincent, questo il nome che Annie ha scelto come pseudoimo, è brava eppure non si prende sul serio. In Jesus saves, I spend ci ritroviamo a ballare nel nostro salotto un walzer rock in jeans e maglietta sdruciti, chiedendoci chi mai ce l’avesse insegnato.

Your lips are red inizia in modo più cupo, ma non triste. Più che piangere stiamo scappando. La cucina è diventata un sentiero e noi corriamo e corriamo inseguiti da un coro di voci che ci impauriscono, finchè un rassicurante suono di violini ci riporta alla nostra realtà, in armonia, e ci sentiamo bene.

Marry me ci disarma e ci lascia comodi a pensare. Dolce consigliera d’amore, Annie ci prega di sposarla, ci circonda di fiori canterini e ci inonda di freschezza.

Le tracce procedono alternate, tra ritmiche allegre e dolci momenti più nostalgici. Basta All my stars aligned per farci ritrovare seduti sui tasti di un pianoforte mentre, col naso all’insù, contiamo le stelle. E basta l’accattivante mood di Human Racing per farci sentire come una tv a colori in una stanza in bianco e nero.

Quando il cd finirà, capiremo di non esserci spostati di una virgola, capiremo di essere rimasti in casa tutto il tempo, eppure qualcosa non quadra, è tutto in disordine. Sarà allora che Annie ci sorriderà e si chiuderà la nostra porta alle spalle, scomparendo nel profumo di fiori freschi e magia che aleggia tutt’intorno.