Stereophonics – Keep Calm and Carry On

Stereophonics – Keep Calm and Carry On

Piccoli fenomeni crescono. La band gallese, associabile per certi versi al periodo Post – Brit Pop, è giunta al settimo album in studio, riuscendo nel frattempo ad attirare uno zoccolo duro di fan che li segue assiduamente (nonostante gli alti e i bassi a cui ci hanno abituato nel corso degli ultimi lustri).

“Keep Calm and Carry On” è un album onesto e sincero, che parla una lingua diretta e non molto elaborata, una lingua non molto varia per la verità ma che ben sa coinvolgere ed emozionare. Si spazia poco abbiamo detto: la formazione gallese si destreggia bene tra un Rock amorevolmente vicino a derive Punk (come nel caso della tiratissima Trouble) e arrangiamenti maggiormente riflessivi (molto convincente la trama messa in piedi in Beerbottle, imbevuta com’è la traccia di malinconica tristezza e disillusa amarezza).

I pezzi non stupiscono per idee o per innovazioni varie ma convincono soprattutto dal punto di vista compositivo. Si tratta in definitiva di un buon lavoro che entra in testa fin dal primo ascolto e che convince sia dal lato melodico che da quello relativo alle liriche (la voce rauca e graffiante di Kelly Jones legge in maniera perfetta le sensazioni che derivano dai testi poetici ed eleganti da lui stesso redatti).

Su tutte svetta Live 'n' Love, un traccia ipnotica che prende per mano l’ascoltatore in maniera innocente e delicata, per poi esplodere in continue esplosioni elettriche che molto ricordano gli esordi della band. Le chitarre vibrano e la voce di Jones si fonde in maniera monolitica con il muro di suono innalzato da una sezione ritmica in stato di grazia.

Che “Keep Calm and Carry On” rappresenti un punto di svolta per la carriera degli Stereophonics? Ce lo auguriamo di cuore visto e considerato che all’orizzonte scarseggiano notizie relative alle così dette next big thing!