Sting – If on a Winter's Night

Sting – If on a Winter's Night

C’era davvero bisogno dell’ennesimo tuffo nel passato? Occorreva scomodare necessariamente (e soprattutto nuovamente) antiche tradizioni musicali dal sapore celtico e ancestrale? In fin dei conti ci avevano già pensato da poco maestri del calibro di Dylan e Springsteen (impegnati ovviamente, dal canto loro, in una ricerca fondata sulla tradizione Statunitense).

La risposta, crediamo, è nascosta nell’impressione e nell’emozione che l’ultimo album di Sting vi regalerà dopo numerosi ascolti che le dedicherete. Chi scrive ha avuto l’impressione che il disco sia stato registrato seguendo un intima necessità, impressione valorizzata dalla linea seguita dal cantautore inglese e dalla sua band.

Con una voce che potrebbe sciogliere la neve (che ricopre meravigliosamente la copertina di “If on a winter's night”) Sting si butta a capofitto in una riscoperta acustica che passa per certi valori dell’antica tradizione musicale britannica. Ecco dunque che i brani del lotto si caratterizzano per atmosfere calde e raccolte, quasi intime, che viaggiano tra linee melodiche semplici ma molto attraenti.

Gli arrangiamenti del disco si fondano su sonorità dettate da strumenti che oggi verrebbero dichiarati obsoleti e che invece Sting ricopre di una patina che brilla in maniera devastante. Spesso i brani registrano il solo intervento canoro dell’ex Police che dona singolarità ad armonie vocali che altrove sembrerebbero eccessivamente barocche e stucchevoli.

Proprio nella esagerata vocalità del lavoro risiede forse l’unico neo di una produzione che per il resto risulta a tratti anche solare e festosa (soprattutto nei suoi inni natalizi e invernali). Da ascoltare delicatamente in queste notti invernali.