Subsonica – L'Eclissi

Subsonica – L'Eclissi

Sesto sigillo per i camaleontici, alienati e criticati Subsonica: band che più d’ogni altra vive nel limbo di uno spazio sonoro sospeso tra l’elettronica pura e semplice e l’incedere dalle movenze rockettare.

E se il precedente “Terrestre” poteva far pensare ad una tendenza più tesa agli archetipi rock, arriva con questo “L’Eclissi” un’ulteriore sterzata nel viaggio verso la consacrazione assoluta e incontrovertibile. Manovra che s’identifica nei quindici brani di un disco non facile, non definitivo e soprattutto non qualificabile.

Perché se da una parte c’è un certo – e tra l’altro ampiamente dichiarato – ritorno all’amata elettronica cortocircuitale (Ali scure), dall’altra i ragazzi non si fanno mancare qualche spigolatura dall’approccio tutt’altro che morbido, anzi. Ne fanno le spese gli affezionati delle discoteche labirintiche ma le tematiche sviluppate in brani come Canenero, la sferzante e rabbiosa acidità di Piombo e anche il pulsare incessante di Alibi, sono indizi che portano dritti al sospetto di un sapere sonoro fuori dal normale. C’è anche spazio per il vorticoso sviluppo di Il centro della fiamma, e di qualche passaggio non propriamente memorabile: il singolo La glaciazione ha un qualcosa di preconfezionato che stride con la totale libertà espressiva che si respira nelle altre track.

E in fondo al sacco arriva il brano di maggior spessore; Stagno fa guadagnare mezzo punto in più ad un disco che probabilmente resterà indigesto agli abituali frequentatori degli spazi subsonici, ma che accoglie in una piazza piena d’invitanti attrazioni nuove e sempre più convinte schiere d’ adepti.