Tankian, Serj – Elect the Dead

Serj Tankian – Elect the Dead

Primo album solista per la voce dei System of a Down.

Buon songwriter, eccellente scrittore di lyrics, Tankian non si discosta poi molto dallo stile dei SOAD in questo lavoro.

Magari le ballads sono un po’ più lente e con riffs meno potenti, la sezione ritmica e la batteria leggermente semplificate, le parti folk più accentuate, ma siamo sempre lì, da quelle parti…

Anche i testi vertono sempre su tematiche socio-politiche (vedi ‘The Unthinking Majority’, ‘Money’ et similia), anche se canzoni come ‘Honking Antelope’, ‘Beethoven’s Cunt’ e ‘Baby’ ci fanno apprezzare (o no?) il lato più romantico e zuccheroso di Serj.

Scrittore, poeta, artista a 360°, Tankian non riesce tuttavia a dare una struttura omogenea al disco, che pare essere solo il risultato di una non troppo studiata cernita di pezzi scritti in diversi momenti, peraltro non bellissimi. Certo non mancano gli sprazzi in cui le casse devono – imperativo categorico – essere alzate a manetta, ma una volta arrivati in fondo si ha la sensazione che qualcosa sia rimasto in sospeso, anche dopo diversi ascolti.

Ottimi i video che hanno accompagnato l’uscita dei primi due singoli “Empty Walls” e "The Unthinking Majority", specialmente la sequenza animata che fa da sottofondo a quest’ultimo.

Lo stesso Tankian ha già fatto sapere che ci sarà un video per ogni canzone dell’album! (se non ci credete andate pure a leggere la notizia su BLABBERMOUTH.net).

Sinceramente però, dal punto di vista musicale, mi aspettavo di più da un artista così eclettico e particolare.