Tennis – Young & Old

Sì,esattamente un album per vecchi e bambini.
Non è da tutti fare un solo album di 20 tracce, della durata di 2h30 circa, impostarlo in microsequenze dolcemente architettate e mandarlo in mondovisione diviso in due parti speculari. Si tratta di "Cape Dory"(2011) e "Young & Old"(2012). Sentendoli in una stessa playlist, senza brunch e telefilm di mezzo, la sensazione è di essere da sempre a Bimini Bay, e ciò può risultare molto d'aiuto a noi che in Italia siamo passati climaticamente all'Islanda.Dividendo con difficoltà l'album in unità singole (ovvero tracce), alcune canzoni, come "Dreaming", ci autoimpongono di pensare che nella prossima vita dovremmo proprio essere un paio di maracas ripiene di palline di terra cotta, sempre e soltanto nelle mani di gente con bikini arcobaleno.
"Petition" fa schifo. Perchè sembra una canzone di Jennifer Lopez vecchio stile e fa venire voglia di aprire tutti i cassetti del comò solo per richiuderli con un colpo d'anca. Che poi la colpa sarà stata certamente di Patrick Carney, che non si fa mai i fatti suoi e che stavolta ha deciso di produrre l'album della coppia felice(moglie voce, marito chitarra). Lei comunque si chiama Alaina Moore e la sua faccia è rasserenante quanto la sua voce, lui è Patrick Riley e non sono due delfini come potreste evincere dalle tematiche delle canzoni, vivono entrambi in Colorado. Ah, ogni tanto sentiamo anche alcune bacchette ed appartengono al batterista James Barone.In "My Better Self" pensavo che i Tennis avessero già intrepreso la celebrativa strada delle cover e mi riferivo, in tale caso, a "Be My Baby"(The Ronettes). Ma invece poi ho notato che il testo era diverso (non di tanto) e allora sono rimasta molto delusa, ma forse Carney non se n'è accorto.
L'accidente cruciale di questo album è che si doveva sfoderare ai prossimi mondiali e non così indiscretamente vicino a "Cape Dory" considerato, dai più, una vera epifania.
Diciamo che è mediamente a "Take Me To Heaven"(penultima traccia) che le palline di terra cotta delle maracas (che volevamo essere) iniziamo a frantumarsi e l'impugnatrice col bikini colorato lascia la presa. Noi finiamo per cadere con la faccia nella sabbia, senza tante chances visto che siamo delle maracas, ovviamente esausti di quest'album.
L'era delle canzoni Hawaiane è finita.