The Fireman – Electric Arguments

The Fireman – Electric Arguments

Cosa c'è di meglio del vecchio Rock n Roll? Quello sporco, quello che graffia e che cattura dopo un paio di ascolti. Paul Mc Cartney, in compagnia del fidato Martin Glover, dà sfogo ancora una volta alla sua straordinaria vena artistica, sfornando un'opera d'arte (nel vero senso del termine).

Il progetto The Fireman era stato messo da parte dal baronetto del rock inglese (ultima fatica “Rushes” del '98) per da spazio ai suoi ultimi dischi solisti (per altro di pregevole fattura); ora però “Electric Arguments” attira su di sé l'attenzione generale, generando interesse semplicemente perché la merita.

Il disco in questione conferma infatti che una buona promozione rappresenti solamente la ciliegina sulla torta rispetto alle riuscita di un album. Solamente la musica, come spesso purtroppo non accade, dovrebbe determinare il successo di un disco. In questo caso il lotto funziona da subito: non servono ascolti attenti o ripetuti nel tempo per apprezzare il gracchiare delle chitarre di Nothing too much just out of sight o i dolci balzi di chitarra acustica di Two magpies.

Difficile scegliere un brano in un disco tanto vario e ben assortito. Ci limiteremo ad esaltare le doti, se mai ce ne fosse ancora bisogno, di un cantautore che ha segnato la storia della musica moderna. Le sue invenzioni, che questa volta si integrano con svariati generi musicali, toccano delle corde uniche, suscitando emozioni che difficilmente si ritrovano nel panorama odierno.

Si diceva della varietà; l'intersecare percorsi differenti dona al disco una freschezza che potrebbe far le fortune di intere discografie. Si passa, come detto, dal Pop elegante di Travelling Light (splendido il suo caldo incedere dal sapore onirico) al Blues – Rock di Sun is shining (da ascoltare il prezioso fondersi di atmosfere acustiche con elementi elettronici) con una naturalezza disarmante (ciò che il disco trasuda è l'assoluta libertà di inventiva di due artisti che hanno dato vita al progetto quasi per gioco).

I fuoriclasse, si sa, si riconoscono quando azzardano la giocata. Da sottolineare dunque come anche l'ex Beatles ci lasci piacevolmente basiti dalle ultime tre tracce del lotto (su tutte svetta il toccante pianoforte di Universal here, everlasting now), un mix di avanguardia elettronica totalmente slegata dalla consueta forma canzone; come a dire, le sorprese, con Mc Cartney, non finiscono mai.