The Ocean – Pelagial

Lo confesso. Era qualche mese che non scrivevo una recensione. Essere il direttore di una testata spesso ti porta a lavorare in campi puramente tecnici o amministrativi e a tenere da parte il sincero bisogno di sfogo e la vera passione che ti spinge ad esternare ciò che pensi della musica che ascolti. E così viene meno il tuo "sfogatoio" personale, il tuo poter esprimere il parere su un qualcosa di bello o brutto, il lasciare che il flusso di coscienza e sensazioni prenda concretezza in caratteri, spazi e punteggiatura. Questa volta però, non potevo proprio esimermi dal farlo. Non potevo non dire la mia su questo "lavoro". Impossibile tenere a freno il bisogno di consigliare ai lettori di sfruttare le innumerevoli emozioni che questo CAPOlavoro è in grado di donare alla stragrande maggioranza degli ascoltatori. Basta avere il dono dell' udito, una mentalità aperta nei confronti della musica, un pizzico di dimestichezza con le sonorità metal e dintorni e il gioco è fatto: Il miglior disco del 2013 scorrerà come un fiume nelle vostre orecchie, risuonando scrosciante come l'acqua di un oceano nella vostra anima.
E qui mi rivolgo agli appassionati di metal, progressive, extreme e compagnia di panorama, come pure a tutti gli appassionati della musica valida in ogni sua espressione:
prendete Oceansize, Amplifier, Motorpsycho e Mastodon , gli Opeth e i loro contrasti drammatici, un pizzico di Ayreon e Dream Theater(ma solo le cose di maggior gusto, eleganza e maturità), estremizzate il tutto con una spruzzata di ritmica Meshugghiana coadiuvata dalla la propulsività fusion dei Cynic, controbilanciatela con intarsiature care ai vecchi Radiohead più ispirati; dunque, aggiungete sonorità vicine ai grandissimi quanto nuovissimi Tesseract e lasciate sciogliere con del post metal/rock in stile Isis. Ora, miscelate bene il tutto("agitato, non mescolato")con inserti pianistici(rigorosamente a coda), slanci in armonie celestiali, melodie mai scontate e al tempo stesso incisive e romantiche, lasciate lucidare il tutto da suoni cristallini e da un lavoro di arrangiamento sconvolgente e siete arrivati a capire una piccola parte cosa vi aspetta non appena vi porrete in balia di questo Oceano ricolmo del meglio che ci sia in giro nel panorama.
Niente è fuori posto, tutto si alterna, mischia, armonizza alla perfezione. Anche nelle vocals: puntualmente e SOLO quando è necessario, il growl sovrasta le luccicanti lyrics in voce clean del sempre più bravo singer e le coglie in flagrante a giocare con gli archi(ARCHI..NON TASTIERE) che di tanto in tanto fanno capolino sublimando il contesto. Il resto è inutile descriverlo. Basta dire che un buon gruppo con le idee che ci sono in questo disco avrebbe potuto metter su una dignitosa carriera.
Pelagial è il climax della discografia dei The Ocean e uno dei punti più alti della storia della scena. Ripetersi sarà praticamente impossibile..ma è tanta la classe che traborda da questo disco che ci si può aspettare di tutto. Questo è il biglietto per l'Olimpo della musica per i sempre più sbalorditivi the Ocean. Inevitabile Chapeu per loro e applausi scroscianti.
E voi??? Ancora li?? Non sarete mai così contenti di aver speso il vostro denaro in qualcosa.
E "il naufragar vi sarà dolce in questo.."