Thee Elephant – S/t

Un tuffo carico e colorato nel passato tra melodie dal sapore Sixties e visioni Seventies. Stilemi variegati, influenze ibride e cangianti che volgono lo sguardo ad atmosfere lontane mescolandosi tra loro con tutta la ruvidezza garage pennellata di colorata psichedelia di un rock d’altri tempi tanto lontano quanto sempre attuale. 
 
Tutto questo è racchiuso all’interno dell’omonimo album d’esordio dei Thee Elephant, supergruppo capitanato dal folksinger Dola J. Chaplin che assieme a Milo Scaglioni (Jennifer Gentle), Simone Prudenzano e Sante Rutigliano (Oh Petroleum), e con la saltuaria presenza di Matteo Scannicchio (Operaja Criminale) celebra, ricontestualizzandole, le tracce indelebili di un’epoca sonica mai scomparsa del tutto. 
 
Il disco è stato registrato live in studio con un multitracce a nastro Studer da due pollici, utilizzando solo strumenti e apparecchiature di fine ‘60, e mixato in analogico con un’impostazione sonora che vive e cresce preponderante ascolto dopo ascolto tra graffi sonori e ritmiche eleganti che si fondono tra loro con cura ricercata e imponente dose lisergica. 
 
Manipolazioni e fuzz, urla ataviche e “metafisici” cori sovrapposti, vibrazioni percussive, deviazioni surf e jingle jungle, atmosfere acide e stranianti fluttuano così all’interno di questo album a partire dalle scosse iniziali di In Love Again, passando per le delicate evanescenze di I’m a Loser sino alle brezze ritmiche della finale Summerwind. 
 
Un album immaginifico, viscerale, denso e intenso, un juke-box di sensazioni dall’animo vintage ma dall’indole tutta contemporanea.