Toti Poeta – Lo Stato delle Cose

Toti Poeta – Lo Stato delle Cose

Limpido e diretto. Sincero e ironico. Si potrebbe continuare così nel descrivere la seconda prova del cantautore siciliano Toti Poeta. Il giovane artista dà alle stampe un disco frizzante ma al tempo elegante, prendendo come spunto la migliore tradizione italiana (quella più poetica) della canzone leggera.

Prodotto dalla Malintenti Dischi, il lavoro è uscito nel mese di Dicembre, riscuotendo fin da subito un discreto successo commerciale. Il lotto è stato realizzato tra Roma e la Sicilia (da qui il maggiore utilizzo rispetto all'esordio di fiati e strumenti acustici e più mediterranei come il mandolino, il banjo e il cavalchino).

La forza dei pezzi è nascosta nella semplice efficacia delle sue liriche (godibile l'ironia di Freak or Frac), delle sue pacate melodie (immobilizzano in questo senso i dolci arpeggi che aprono Le cose che non si dicono) e delle solari soluzioni sonore (la fusione di archi e chitarre acustiche di Terre Libere regalano all'ascoltatore un senso di pace e distensione).

Il fatto che il disco parli delle sensazioni intime di chi canta segna nel profondo chi ascolta. Si stringe un legame profondo che va al d là del semplice intrattenimento con i testi e con chi è al microfono. Non chiamatele canzonette perchè se la musica italiana ha ancora una chanche lo deve ad artisti del calibro di Toti Poeta.