Turilli, Luca – The Infinite Wonders Of Creation

Turilli, Luca – The Infinite Wonders Of Creation

Luca Turilli ci ha abituato ormai da tempo a fondere la sua chitarra tagliente con atmosfere enfatiche e barocche. Ecco dunque che “The infinite wonders of creation”, album che chiude la sua trilogia da solista, non tradisce le aspettative. Il musicista da cui trae i maggiori suggerimenti (almeno per quel che concerne la tecnica chitarristica) rimane Yngwie Malmsteen. Quello che appare lampante tuttavia, ascoltando questo suo terzo lavoro, è una certa evoluzione musicale a cui il chitarrista è andato incontro. Questo nuovo disco riesce a prendere le distanze dal suono della band madre in maniera netta (la doppia cassa è assente e i temi trattati non sono più legati al mondo fantasy, bensì alla natura). Parallelamente ai classici arrangiamenti power symphonic, Turilli da vita ad intensi momenti operistici di rara intensità. L’introduzione ci trascina in Mother Nature e Angels Of The Winter Dawn, due pezzi abbelliti da un power metal classico ma attraente. L’eleganza e la potenza delle voci di Bridget Fogle e Olaf Hayer fanno il resto. L’evoluzione di cui fa sfoggio il chitarrista dei Rhapsody of Fire risulta ben evidente in Miracle Of Life, scheggia metal contaminata da elementi di natura elettronica e da estratti di canto religioso. Il brano più riuscito del disco è sicuramente Silver Moon, ballata pianistica alla straziante malinconia e dalla dolcezza disarmante. Da notare che la chitarra di Turilli stenta ad uscire allo scoperto, rimanendo quasi sempre relegata a semplice accompagnamento. In definitiva, “The infinite wonders of creation” risulta un lavoro più personale e maturo che fa ben sperare i sostenitori di questo genere.