Type O Negative – Dead Again

Type O Negative – Dead Again

Libretto alla mano si comincia “bene” con Rasputin in copertina. Lo sguardo agghiacciante del monaco russo ,terrore dell’impero zarista, ovviamente non preannuncia nulla di rassicurante. Ma questo è nella norma per un gruppo come i Type o Negative che di certo non impostano la loro carriera su hit giocosi e spensierati. Il gruppo, nella sua storia, ha avuto soprattutto il grande merito di addolcire le asprezze del doom con sonorità gothic e pop rendendolo più fruibile e appetibile per tutti i palati.

A quattro anni di distanza dal suo predecessore “Life is Killing Me”, “Dead Again” si impone subito all’orecchio di chi conosce il sound tanto caro al gigante cattivo Pete Steele,leader della band, come un lavoro in pieno Type o Negative style. L’album mostra e sintetizza essenzialmente le più svariate influenze della loro proposta, prodigandosi in contesto molto vario ma che non prende mai le distanze da un’ atmosfera di fondo cupa e opprimente. E così la critica rivolta al decadente impero consumistico occidentale(ecco Rasputin cosa ammoniva…)scorre feroce tra assalti punk e scorribande in stile Mothorhead, strascichi sludge e gothic e un hard rock pesante come un macigno.

L’enorme varietà della proposta si perde però spesso in passaggi slegati fra loro penalizzando la coesione d’insieme, mentre l’eccessiva lunghezza dei brani, per il tipo di discorso, penalizza non poco il livello di attenzione all’ascolto che subisce un notevole calo superata una certa soglia. Per carità, l’album non è da buttare ma la sensazione è quella che la band abbia forse inserito un po’ troppa carne al fuoco, non tutta della medesima qualità e, soprattutto, non abbia saputo cucinarla a puntino con i giusti ingredienti.