Uomo di Vetro – 38° Parallelo

L' Uomo di Vetro – 38° Parallelo

Gli umbri L’Uomo di Vetro si erano distinti per il loro post-rock stratificato già nel 2007, quando davano alle stampe il proprio album d’esordio “A Merry Christmas”. Oggi arriva “38° parallelo”, il secondo passo del cammino iniziato da qualche anno, per ribadire la bontà di un’idea musicale semplice ma decisamente ben strutturata.

Nove le tracce strumentali incise per l’attenta I Dischi del Minollo, capaci di tradurre un atteggiamento istintivo, che sgorga naturale come acqua di sorgente e si riversa con tutta la sua forza espressiva in brani dall’aria decisa come “Deserto”, ma anche nelle insenature timbriche di situazioni più aperte e di maggior respiro melodico, come l’impulsiva “Smog”. I ragazzi sanno il fatto loro in merito al giusto innesco di emozioni, tipiche delle colonne sonore tese a descrivere gli spazi sconfinati: “1984 The End is Just Beginning” ne è probabilmente l’esempio più marcato, con i suoi sei minuti che ti invitano a chiudere gli occhi e viaggiare senza titubanze.

Prima di chiudere va citato il pianoforte malinconico dell’essenziale e struggente “Germania anno zero”, in piacevole contrasto con le movenze sinistre di “Tecno-bells & Funeral Party”, e una serie di costruzioni formali che avvalorano ulteriormente la bontà di questo progetto.