Valerian Swing – A Sailor Lost Around the Earth

Quando ci si ritrova di fronte cosi tanta carne al fuoco non si può che rimanere affascinati dalla capacità di spaziare che alcune band, italiane, possiedono. I Valerian Swing, presenti nei negozi dal prossimo 18 Marzo, producono un nuovo album dal tiro micidiale. Registrato da Matt Bayles (Mastodon, Isis, Pearl Jam) “A Sailor Lost Around The Earth” vanta la propulsione di due razzi ritmici, modello Shuttle, e una tecnica al servizio della fantasia davvero invidiabili (Dr Pengl Is There). Stefano Villani (voce, chitarra, elettronica), David Ferretti (batteria) e Alan Ferioli (basso, tastiera) preferiscono un linguaggio strumentale che lascia spazio a varie digressioni progressive, mentre le matematiche deflagrazioni frippiane raggiungono livelli di parossismo assoluto nei passagi alla Isis (A Sea In Your Divine Fast). È straordinario osservareda vicino gli avvitamenti di questa navicella spaziale capace di superare il “wall of sound” con una facilità imbarazzante. Cambi ritmici, accelerazioni brucianti e chitarre abrasive sono solo alcune delle caratteristiche di questa band poliedrica. L’idea di fondo sembra puntare alla rottura degli schemi, la struttura base viene irrobustita da punture di siero contaminante che ne modifica il dna (Hypnagogic Allucination? Sound In The Void). La fisionomia del song-like format viene sconvolta dalle virate repentine che il trio esegue senza riportare particolari danni. Quanti oserebero infilare, rifacendo a loro modo, due brani Gianluca Petrella, jazzist su Blue Note? Il power trio si conferma fra le formazioni più potenti in circolazione, l’Experience di Hendrix docet, il loro è un lavoro esportabile, insofferente ai confini territoriali, capace di superare le vette delle Alpi per confrontarsi serenamente con altri giganti del genere. Al di la di influenze alla Dillinger Escape Plan e atmosfere alla Mogway potrete trovare: concessioni alla melodia (It Shines), passagi cinematici di una profonda intensità ricavati da rullate leggere ed arpeggi circolari, infine non n mancano le incursioni in magici lidi quasi vergini. Psicotici quanto basta i Valerian Swing amano sporcare tuto ciò che toccano con elementi apparentemente fuori luogo, il loro motto è spiazzare ipnotizzando. La pubblicazione in Europa, da SubSuburban, prevede un 7 pollici con due remix: “It Shines” rivista e corretta da Simon Scott (Slowdive) e “A Sea In Your Divine Fast” re‐visionata dal duo inglese degli Isan. C’è bisogno che vi dica altro?