Vampire Weekend – Vampire Weekend

Vampire Weekend – Vampire Weekend

Con la primavera alle porte nasce il desiderio di girare in auto con il finestrino abbassato e di mettere nel lettore cd qualcosa di diverso, che magari sia in sintonia con le giornate più soleggiate. È quindi il momento forse di far rifiatare un po’ le voci importanti dei vari Editors, Interpol e Radiohead che ci hanno tenuto compagnia nell’inverno, e di ascoltare un disco più spensierato.

Perché è proprio la spensieratezza la caratteristica principale del primo e omonimo disco dei Vampire Weekend, e nelle undici tracce del quartetto americano sembra di sentire un flusso positivo a metà strada tra la beat generation e i Weezer di “Island in the sun”.

Per loro stessa dichiarazione, i Vampire Weekend strizzano l’occhio alla musica etnica africana, ma non aspettatevi un cd con sonorità world music. Si tratta di un buon disco di musica pop. Ascoltando il singolo “Mansard roof” si ha la sensazione di essere in una spiaggia con i ragazzi dell’animazione impegnati a suonare. E la stessa cosa si potrebbe forse dire per il resto dell’album.

Chitarre scarne, un importante lavoro di percussioni (d’accordo, forse questo può far pensare all’Africa) e un suono pieno di spazi vuoti (scusate il gioco di parole); questi sono i Vampire Weekend.

Probabilmente è “Cape Cod Kwassa Kwassa”, primo singolo dell’album, il pezzo migliore. Una bella alchimia di suoni e voci, con un finale che ricorda vagamente le atmosfere del cartone animato il Re Leone. E da citare è anche la scanzonata “Oxford Comma”, con un motivetto e un accenno di falsetto che si fissano subito in testa.

Non sono probabilmente il futuro della musica, ma con il loro primo disco i Vampire Weekend si fanno ascoltare piacevolmente più volte e potrebbero essere una buona compagnia in vista dei primi caldi, da gustare magari in compagnia di una bibita fresca e guardando un catalogo viaggi con spiagge assolate.