Violassenzio – Nel Dominio

I concept album mi hanno sempre spaventato. L'idea di dover incanalare i brani su un percorso ben definito è un rischio; il pericolo è quello di snaturare il processo creativo necessario per scrivere le canzoni. Ma i Violassenzio non sono dei musicisti sprovveduti. Lo si capisce dal primo istante in cui si ascolta il disco. Questi cinque ragazzi da Ferrara suonano insieme da anni ormai, e l'affinità si vede. Il loro è un rock psichedelico, energico a tratti. "Nel dominio" è un viaggio sonoro nel mondo dei numeri, e nelle interazioni che si possono creare tra i numeri e le nostre vite. Il progetto è ambizioso, ma i Violassenzio giocano le loro carte al meglio. "Rinchiusi nelle scatole" e "Nelle fabbriche", rappresentano molto bene l'intero lavoro; testi raffinati, quasi criptici in certi frangenti, e un tessuto musicale robusto, che non annoia l'ascoltatore. I Violassenzio non vogliono essere supponenti, il loro non è un rock "difficile". "Amo chi sogna" infatti ne è la prova, col suo ritornello che rimane impresso nella mente fin dal primo ascolto. Il loro è un connubio che di rado riesce; musica che va in profondità, ma senza risultare noiosa. Come sempre, quando si fa del rock in Italia, si tende a cercare quali possano essere le fonti da cui un gruppo trae ispirazione. I Violassenzio hanno certamente una loro identità ben stabilita, e questo non può essere che un punto a favore. Certo, quando parte "Nel dominio pt. uno", con un parlato che scorre con un tono teatrale, la mente va subito a certe interpretazioni di un certo Cristano Godano. Ma come detto, a volte gli accostamenti sono inevitabili.
In definitiva "Nel dominio" è un disco che colpisce. I Violassenzio, pur facendo parte del folto sottobosco del rock alternativo italiano che cerca la luce per uscire allo scoperto, suona con la convinzione di un gruppo che riempie gli stadi. E un ascoltatore non rimane indifferente a tanta convinzione. Da tenere sicuramente d'occhio.