W. W. Lowman – Kumquat May

W.W. Lowman è un artista di stanza a Chicago che presenta la sua seconda realizzazione sulla lunga distanza dal titolo “Kumquat May”, edita dall’indie label Atavistic, messa insieme durante gli ultimi due anni nei quali è stato impegnato nel tour promozionale del precedente “Plain Songs”. Si tratta di otto tracce che non possono lasciare indifferente l’ascoltatore più attento e voglioso di esplorare territori di certo già battuti, ma lontani – a tratti lontanissimi – dalle consuetudini. È il caso dell’opener “Bourge” che si mantiene in bilico tra progressive e declinazioni filo-jazzistiche, ma anche della successiva “Cannonais” che sposta il discorso verso un senso di maggiore compiutezza, o di “Cuts Like a Knife” che emana momenti di calda distensione, forte di una tessitura melodica di pregio e di un andamento ritmico che richiama gli sterminati orizzonti africani. “Kumquat May” conosce passaggi vivaci all’occorrenza, come “Some Song That is”, che si innestano in maniera naturale in una scaletta stilisticamente varia, fatta anche di tracce dal sapore elettronico (“Stout Leroy”) e dall’atmosfera tipicamente da soundtrack (“Ly Roo kay”). Suoni lontani e rarefatti caratterizzano “Gnawsh”, brano che chiude l’album e ne conferma la natura sfuggente e dall’ampio spettro espressivo.