Warlocks, the – Heavy Deavy Skull Lover

Warlocks, the – Heavy Deavy Skull Lover

"Heavy Deavy Skull Lover" è il disco della fuga per Bobby Hecksher e soci, che dopo il boom del precedente "Dig!" sono diventati un quartetto.
Dire che i Warlocks abbiano depredato "Amnesiac" è dir poco.

Il cd presenta quella calma e paranoia tipica dei Radiohead più malati. H.S.K.L. è un'opera brutale nella sua lentezza, drogata e ossessiva che ha la sua forza nelle sue nuove composizioni scellerate, di matrice curiana.

Per Bobby ciò che si presenta in questo nuovo lavoro è una discesa nelle viscere della terra, nell'inferno del rumore bianco, che richiama indiscutibilmente i Velvet Underground.
Potete mettere da parte le vostre convinzioni sui Warlocks e affrontare questo nuovo cd senza concetti pre-costituiti.

La fuga dal pop, la scelta di suoni e canzoni che sembrano creare un’atmosfera chirurgica di luci al neon, è chiaramente incastonata nell'arpeggio iniziale di "The Valley Of Death", mentre gli undici minuti di "Moving Mountains" minano la resistenza dell'ascoltatore, sprofondandolo in un semi-coma vegetativo, costantemente disturbato da un fuzz che non molla mai la sua presa.

"Dreamless Days" è ciò che rimane di uno shogaze ridotto ad uno scheletro, consumato da una malattia in fase terminale.
Le atmosfere del disco richiamano spesso le parole: morte, zombie e paranoia. In mezzo a tutto questo materiale da "handle with care", direbbero gli inglesi, si rincorrono fantasmi di Pink Floyd, Mogway, Bauhaus, Dead Meadow e Jesus And Mary Chain. L'esposizione prolungata a simili suoni, ammorbati da questo dolore di fondo, potrebbe creare seri danni alle vostre cellule cerebrali, rendendole inerti. A vostro rischio e pericolo insomma, ma si vive una volta sola, no?