Weaver, Ben – The Ax in the Oak

Ben Weaver – The Ax in the Oak

Una musica che sembra non avere confini. Così si presenta il lavoro di Ben Weaver. “The Ax In The Oak” accosta infatti piacevolmente elementi sintetici a soluzioni più classiche in puro stile Pop – Rock.

Il risultato è un disco di dodici pezzi ben congegnati e ben integrati in un suono pacato e rassicurante, cullato in maniera ottimale dalla caldissima voce di Weaver. È proprio l’ugola sensuale del nostro che caratterizza in maniera determinante il lotto. Il suo è un approccio che viaggia tra le scelte di un Bradly Down Boy più riflessivo e un Mark Lanegan di ultima generazione.

La forza del disco si rintraccia senz’altro anche nella forza delle dolci melodie che propone. Seppur costruito su un ossatura minimalista (Soldier’s War pone le sue fondamenta in un territorio Electro Pop in cui si inseriscono geniali movimenti di tastiera), l’album dello stralunato artista convince soprattutto per i suoi arrangiamenti romantici; arrangiamenti che trovano il loro momento di grazia nel cullare l’ascoltatore in un ambiente che pare trasalire dalla reale vita quotidiana.

Non mancano tracce più legate alla consueta forma canzone (Anything with Words pare una confessione a cuore aperto, una confessione che sforna una melodia fascinosa e delicata che viaggia a mani basse sulla falsa riga di un giro di chitarra tanto semplice quanto avvolgente).

Il disco è da promuovere. Per la lode si aspetta solamente un salto di qualità sotto il punto di vista della longevità di alcune scelte stilistiche adottate (che potrebbero apparire fin troppo forzate ai più o troppo minimaliste ai più esigenti).