What a Funk?! – st

Il Rock è energia. Quando si pensa al rock la prima immagine che salta alla mente è una chitarra elettrica con un amplificatore stratosferico ed un suono distorto. Questo i What A Funk?! lo sanno molto bene e non intendono lasciare dubbi fin dai primi istanti dell’opener “Keep The Fade”, potente, diretta erede di Rage Against The Machine e compagni. Chitarra che sovrasta tutto, tempi profondamente funk inseriti in un concept rock, voce urlante rabbia e poche note cadenzate in grado di costruire riff da imprimere nella mente. Gli assoli non sono del calibro di Tom Morello ma la qualità tecnica dell’ensemble e la fusione perfetta di tutti i suoni sono davvero all’altezza di una band mainstream.

Con il secondo pezzo entra un basso in slap preciso e gustoso che brano dopo brano acquista sapore e migliora la resa totale dell’EP. Belissima “Funk’em All” con le sue incursioni nella funk-fusion mentre bisogna attendere fino al quarto pezzo per godere di una voce più rappata (ultimo ingrediente ancora non emerso del funk-rock), a tratti debitrice di un Max Cavalera targato Soulfly, brano che esplode in un riff groove trascinante.

Più estrosi dei Red Hot Chili Peppers e molto più inquadrati dei Primus, i What A Funk?! riescono a dire la loro facendo sembrare gli eccessi sonori degli Skunk Anansie un lontano ridordo del passato.

Ottima la produzione, curata fin nei dettagli, questo EP omonimo è qualcosa che si avvicina molto ad un album vero e proprio: 8 brani, tante variazioni ed altrettante idee, un carisma particolare e tanta rabbia da voler sprigionare (elemento che serve sempre).

C’è tempo anche per una ballad, “Flush”, che accende i riflettori sulla splendida voce del singer e sul concetto musicale e sociale della tribù, valore che è alla base del progetto What A Funk?!, proclamato a vive parole e humor schizzoide nell’ultima “What A Dude”.

Da capire (e scoprire) come si evolverà questa band: sarà questa la chiave per indovinare il loro successo, guadagnato o perduto.