White Stripes – Get Behind Me Satan

White Stripes – Get Behind Me Satan

Mescolate bianco e rosso con Rock e Blues e otterrete il duo dei White Stripes. Chitarra e batteria al servizio di una musica che entra nel profondo, sconvolgendo ogni equilibrio psichico. La forza del novo lavoro della band, “Get Me Behind Satan”, sta nella straordinaria capacità di coinvolgimento che trasmette. Una ritmica serrata e potente e una voce sensuale e suadente trasportano l’ascoltatore, invitandolo a muovere il proprio corpo e a scuotere il proprio io. Sebbene Jack White canti con piglio adolescenziale, la sua voce emana passione ipnotizzando letteralmente l’ascoltatore.

Non mancano pezzi acustici dalle sonorità più intime e raccolte ma le gemme del disco sono costruite attorno a suoni dal sapore sporco e graffiante. Particolare “My Doorbell”, pezzo dal sapore blues, nel quale la commistione tra il piano e sezione ritmica ci trasporta indietro nel tempo, agli albori della “muisica del diavolo”. Non ci saranno sfoggi muscolari di stile ma la chitarra elettrica di Jack propone riff che ti si appiccicano sulla pelle e non ti mollano più. Spazio dunque a sonorità che ricordano i Led Zeppelin o gli Stooges, gruppi dai quali il duo di Detroit ha imparato molto e a cui deve moltissimo dal punto di vista dell’estetica musicale.

Le allucinazioni psichedeliche di "The Nurse" sono costruite attorno ad una filastrocca dal sapore artificiale ma ammaliante. C’è tempo anche per la romantica ballata "Forever For Her (Is Over For Me)", che ricorda un certo Neil Young. Il gruppo risulta piacevolmente sospeso tra passato e moderno; l’ironia di "I'm Lonely (But I Ain't That Lonely)" dimostra che Jack e Meg hanno trovato una nuova dimensione, a cui è difficile resistere tanto facilmente.