Wilco – (The Album)

Wilco – (The Album)

Qualcuno ricorderà ancora quando Belleville, Illinois, era considerata un pò la Liverpool a stellestrisce. Eravamo agli inizi degli anni '90 e la coppia Farrar-Tweedy si apprestava ad iniziare la sua rivisitazione delcountry e delle radici musicali americane, dando vita ad un (non)genere del tutto originale come l'alternative-country. Nel mondo esplodeva il grunge e mentre i Nirvana di Cobain destavano il rock dal torpore degli anni '80, gli Uncle Tupelo realizzavano il loro piccolo e poco conosciuto capolavoro, NO DEPRESSION, album manifesto di questa famigerata "scena".

Il resto è storia purtroppo nota, Kurt Cobain come preannunciato bruciò in una fiammata mentre nello stesso anno, 1994, Jay Farrar lasciò gli Uncle Tupelo per formare i Son Volt. Certo in pochi scommisero che tra i due potesse essere il timido e fragile Jeff Tweedy a proseguire ed anzi a superare i fasti dei compianti Uncle Tupelo. Eppure l'insicuro Mr Tweedy, autore di pezzi come "New Madrid" e "No sense in lovin'", riunì le ceneri dei Tupelo (Ken Coomer, John Stirratt e Max Johnston) sotto la nuova sigla di Wilco e continuò il suo viaggio musicale.

Incredibilmente il successo non tardò ad arrivare e, mentre il vecchio amico Jay Farrar continuava a rotolarsi nella polvere dell'altenative-country, Tweedy e soci, dopo la falsa partenza di A.M. (1995), al secondo colpo partorirono un album splendido come BEING THERE (1996). Da quel momento in poi i Wilco non sbaglieranno un colpo e riusciranno nell'impresa de reinventarsi anno dopo anno mischiando di continuo le carte in tavola, passando dagli album tributo a Woody Guthrie (MERMAID AVENUE I, II in collaborazione con Billy Bragg) agli sperimentali YANKEE HOTEL FOXTROT (2002) e A GHOST IS BORN (2004) per poi tornare a suoni più classici con SKYE BLUE SKYE (2007).

L'ultima fatica, emblematicamente senza nome, può essere annoverata tranquillamnete come la definitiva consacrazione di un gruppo entrato ormai a pieno titolo nella storia della musica americana. I toni e la strumentazione, prevalentemente elettroacusitca, ricordano da vicino le atmosfere di SKYE BLUE SKYE ma senza presentarne le asprezze e le pause. Nel nuovo disco si alternano pezzi dal ritmo teso e nervoso ("Wilco (The Song)", "Deeper down", "One wing" e "Bull black nova") che testimoniano come l'inquietudine dell'ormai quarantauenne Tweedy non si sia ancora placata, a ballate più spiccatamente easy e vagamente (alt)country ("Country disappeared", "Solitaire"e "I'll fight") ormai marchio di fabbrica degli Wilco.

Novità sosprendenti sono invece pezzi come "You never know" e "Sunny Feeling", gemme pop dalla straordinaria immediatezza ed orecchiabilità, attraverso le quali mister Tweedy potrebbe arrivare finalmente al grande pubblico. Da inguaribile romatico il nostro Jeff ci regala anche due bellissime ballate come "You and I", cantate con la canadese Feist, e il brano di chiusura "Everlasting", picco creativo e ispirativo dell'intera opera.