Wine Spirit – Three of a Kind

Wine Spirit – Three of a Kind

Registrare con la passione di una volta. Suonare con potenza ed eleganza un Hard Rock piacevolmente retrò. Questa la missione di un combo italiano formato da tre musicisti davvero eccezionali. I Wine Spirit, con “Three of a Kind”, danno vita ad un lavoro davvero ben costruito e con una spina dorsale ben definita (cosa che oggi non accade poi tanto spesso spesso). La formazione italiana dà l’impressione di saper cogliere l’importanza di un buon singolo piazzato al posto giusto (le melodie di Ink a Deal catturano al primo ascolto) non dimenticando nel complesso di fornire un’anima ad un lavoro che sicuramente supererà a pieni voti la prova del tempo.

Il gruppo nasce agli inizi del 1996, unendo le forze di tre musicisti attivi da molti anni nell'area milanese che riscoprono assieme la forza di vecchi classici delle ultime due decadi (Van Halen, Deep Purple, Motörhead e Black Sabbath influenzano piacevolmente lo stile e l’atteggiamento della band). I trascinanti live-shows che seguono la pubblicazione dei loro dischi rappresentano un momento di assoluta celebrazione del rock più sanguigno, intenso e viscerale.

La devastante carica rock non si esaurisce nell’esperienza live; You’ll be Mine vive di accelerazioni repentine e di riff chitarristici fulminanti, coinvolgendo l’ascoltatore (che viene catapultato in maniera naturale in un Hard Rock d’annata di cui sembrava essersi persa ogni traccia).

L’intenzione evidente di sottolineare le doti di questo power trio, prendendo in esame le buone qualità che dimostra nel complesso, non è affatto casuale. Sebbene i tre elementi mostrino assolute ed indiscusse doti che si distinguono sicuramente al di sopra della media dei musicisti che affollano l’attuale scena musicale (la chitarra brucia note con un eleganza disarmante mentre la voce si presenta con un estensione e una potenza che travolge) la vera fortuna di “Three of a Kind” si può riconoscere nell’unità di intenti che mostra il trio suonando assieme.

Il disco alla fine risulta davvero un calderone di idee molto originali. Ogni traccia vive di vita propria ma si incastra in un progetto che non annoia assolutamente (le idee che trasudano dal Rock sanguigno di ogni brano potrebbero fare le fortune di molte band per la registrazione di interi dischi). Da avere assolutamente. Siamo ora curiosi di ammirare la trasposizione live di tracce come First in darkness, dal sapore Heavy ma con una deliziosa e meticolosa riuscita immediata.