Wire – Red Barked Tree

Quello dei Wire è post-punk d'annata, che esplode nel 1976 e si protrae sino agli Anni 00; un sound in continua evoluzione, che, dalle irregolarità punk di Pink Flag (1977), sfiora il millennio con l'eleganza compositiva di Red Barked Tree. Nell'album non compare il chitarrista Bruce Gilbert, sostituito da Robert Grey, mentre è viva la presenza degli altri tre membri originari Colin Newman, (voce e chitarra) Graham Lewis (voce e basso) e Robert Gotobed (batteria). Red Barked Tree rivela un alone di contemporaneità dalle sonorità sobrie e accattivanti, che evocano timbri pop su modulazioni più marcatamente sghembe e sperimentali. Il disco scorre percorrendo vie trasversali, tanto equilibrate quanto asimmetriche, connotate da un'ottima produzione, testi dal carattere irrazionale e decise e pulite armonie sonore. Please take si muove su toni dal sound elegantemente molato, mentre Two Minutes ha una visione più ruvida, così come l'abrasiva Moreover. Compare anche la malinconia acustica di Adapt e la delicata dinamicità di Clay. La conclusione è affidata alla veemenza irregolare di Smash, alla fluidità di Down To This e alla matrice acustica della title track. Red Barked Tree è un lavoro maturo e autorevole, che si avvale di una pulizia tecnica ineccepibile e di una linearità essenziale e godibile; è un disco che riesce a ben miscelare una moderata morbidezza stilistica e musicale a leggeri e più aggressivi lampi sonori.