Wolfmother – Cosmic Egg

Wolfmother – Cosmic Egg

La cattiva notizia è che questo potrebbe essere l'ultimo. Pare infatti che i Wolfmother abbiano intenzione di congedarsi dalle scene con questo “Cosmic Egg”, un album che a dir la verità ci ha convinto fin dai primissimi ascolti. Ricostruendo la breve storia del gruppo, possiamo solo dire che le cose hanno cominciato a non girare per il verso giusto dall'agosto 2008, periodo durante il quale, dopo alcune voci che parlavano addirittura di scioglimento, è stata diffusa la notizia dell'allontanamento del bassista e tastierista Chris Ross e del batterista Myles Heskett.

Sebbene fosse chiamata ad una prova non certo semplice (replicare il successo dell'omonimo album d'esordio non sembrava certo una passeggiata), la formazione australiana ha sfornato un lavoro decisamente al di sopra della media, colpendo in pieno petto gli amanti di certo Hard Rock d'annata e conquistando con superbia intelligenza anche i più esigenti (ammaliati a suon di psichedelici colpi di tastiera e di innesti elettronici ipnotici e dal sapore siderale). Accanto ad una formazione che suona un Hard Rock granitico e molto veloce non poteva che essere accostata ancora una volta una voce acuta e squillante come quella di Andrew Stockdale. capace di stravolgere il senso di un brano in pochi secondi.

Chi scrive è convinto che la vera forza della band risieda nella capacità, mostrata fin'ora, di fondere più culture musicali fra loro, dando lustro ad un sound che da troppo tempo sembrava abbandonato e non troppo apprezzato dai giovani. Non siamo di fronte ad un disco in cui brilla solare l'originalità (ha ancora senso parlare di originalità nel 2010?) ma siamo certi che i Wolfmother si siano conquistati ugualmente un posto al sole in quello che viene considerata a pieno diritto la nuova generazione del Rock.