Zen Circus – Andate Tutti Affanculo

Zen Circus – Andate Tutti Affanculo

Andate tutti affanculo. E' questo l'ultimo invito, anzi la risposta degli Zen Circus a questi fottuti anni '00. Infatti a differenza del vaffanculo grilliano, questo dei musicisti pisani è un vaffanculo non politicizzato, o meglio non solo. Il loro vaffanculo parte dallo specchio per arrivare a tutti gli strati di questo paese di merda: l'Italia in mano ai preti, ai politi corrotti ed alle aspiranti miss padania.
Dopo la prova di maturità e di internazionalità di VILLA INFERNO (2008), gli Zen, ormai con più di dieci anni sulle spalle, non si lasciano andare al compiacimento e anzi danno una grande prova di umiltà con un disco volutamente semplice, diretto e per alcuni tratti elementare.

ANDATE TUTTI AFFANCULO è un album di ballate acustiche che non disdegna, anzi affonda le proprie radici nel pop, un album che deve la propria forza a testi diretti, onesti e potentemente ironici. Pur di evitare la retorica ed il cinismo da "cantautorato" Appino, Ufo e Karim scelgono spesso la filastrocca ( It's Paradise, We Just wanna live) così da poter trasformare in slogan le loro invettive, "…Vivere male vivere tutti…" uno dei migliori versi mai scritti. Si scorge invece la mano di Davide Toffolo (TARM) in brani dalla forte impronta british come "Ragazza eroina" e "L'egoista" dove le storie di provincia toscana grazie ai suoni anglofoni acquisiscono un respiro internazionale.

Il meglio però gli Zen lo tirano fuori in ballate sporche come "Vecchi senza esperienza", "Andate tutti affanculo","Amico mio" e "Gente di merda" dove Appino ce ne ha per tutti, per i ragazzi che invecchiano senza crescere, che abboccano a tutte le mode che gli passano sotto il naso, per chi continua a farsi fregare dai nati vincenti, dalle macchina nuove col navigatore, per chi gira in Smart mentre la moglie si tromba mezza città. La chiusura spetta al brano più cattivo del disco, una "Canzone di Natale" che più politicamente scorrette non si poteva. Complimenti a questi toscanacci capaci anche di rielggere l'inarrivabile Faber "…l'arte è pensiero che esce dal corpo ne più ne meno come lo sterco…".