Zero Gravity Toilet – Antidotes for Imaginary..

Zero Gravity Toilet – Antidotes for Imaginary Friends

Il progetto Zero Gravity Toilet riconcilia finalmente col fin troppo abusato concetto di “alternativo” spesso maltrattato e infilato senza credenziali effettive o effettive ragioni nei contesti più diversi, alcune volte con merito, spesso per carenza di etichette da appiccicare a musica altrimenti “asessuata”. Qui siamo davanti a un’idea che, al di là dell’aspetto creativo, si allarga voracemente allo scopo di plasmare una comunità, un’azione sociale forte e coerente, fino a diventare punto d’incontro tra musicisti di estrazione estremamente diversa eppure avvicinati dal desiderio di condividere un cammino privo di indicazioni sicure, e quindi intrigante per definizione.

“Antidotes For Imaginary Friends” è un disco che nasce proprio così, alla fine di un viaggio denso e sorprendente che ha visto camminare fianco a fianco alcuni degli artisti più interessanti della vera scena alternativa capitolina (e non solo) come Marco Sutera (Fumisterie), Valentino Orciuolo (Diuesse), Paolo Testa e Angela Tomassone (La pingra), Davide Luciani (Plaisir), Damiano Torre (Crèmisi), Carlo Sanetti (La guerra delle formiche) e tante altre personalità trasversali, messe insieme da un’esigenza comune e dall’amore (e forse anche dalla nostalgia) di suonare “in cerchio” con gli amici e vedere un po’ quello che esce fuori.

Il risultato di questo falò improvvisato a microfoni accesi è un prodotto eccellente, un magma denso di colori sfolgoranti che al contrario di annoiare chi ascolta (come spesso accade per i dischi strumentali), avvince col passare dei minuti, nutre progressivamente il desiderio sempre vivo di arricchirsi di musica “buona” nel senso più genuino del termine, coccola la mente e le permette di passare una sana mezz’ora a crogiolarsi in mezzo a melodie e fraseggi che riscaldano.

Otto tracce, dunque, per l’opera prima di ZGT, che racchiudono la splendida “Morning Comes”, guarnita dalle eteree linee melodiche di Manuela Tomassone; una “Toilet Jam” suddivisa in tre parti che rappresenta l’ossatura di tutto il disco; “Autoescape Siesta (plan de fuga)” sospesa nel vuoto come una sonda che galleggia in mezzo a suoni sussurrati e rarefatti così come “Risalita Nord”, pura sperimentazione di base elettronica dai toni vagamente inquietanti; una “Boxing a Meteora” intensa, a tratti epica, arricchita da cori dal sottile sapore retrò.

Al termine del viaggio c’è un sorriso, una pennellata di speranza e armonia che conforta dalla desolazione di idee dilagante nella scena musicale attuale. Ci auguriamo che possa esserci un seguito (possibilmente, a breve) a questo confortante esordio, i cui antidoti sono entrati in circolo e vi resteranno a lungo.