Zoft – Electrically Haunted

Un math rock costruito su macerie industriali e derive noise quello proposto dagli Zoft (Damien Magnette alla batteria e Nicolas Gitto alla chitarra), duo di Bruxelles che in Electrically Haunted sprigiona ritmiche distorte, sperimentazioni moleste, rumori schizofrenici e arrangiamenti frenetici e alienati. Electrically Haunted si muove dunque su passaggi strumentali claustrofobici e isterismi sonori, inseguendo tagli formali trasversali e sonorità urticanti.

Il sound è ruvido e ossessivo, cupo e oscuro nello strepitio metallico e insano. Nell'album si scorge l'incedere lento tra elucubrazioni vocali caliginose (Exit) e si approda su lidi di reiterazione lisergica (L’homme machine), tra urla e voci di infanti (Coil) e malsane filastrocche puerili (Q.I. Cuit), e in meandri di caos ritmico (Shramana) e ambient tetro e spettrale (Mike Tapping) su destrutturazioni industrial (Hokkaido). Tu M’Énerve Pas cover dei Vitas Guerulaitis, corre veloce a concludere l'album.

Electrically Haunted è una sorta di mondo abitato da folli marchingegni musicali, una interessante babele sonora caotica e ragionevolmente irragionevole e dissennata.